Gnatologia





Come una mal occlusione può portare ad errate posizioni della testa o della schiena

Tra le diverse componenti organiche del corpo umano esistono strette relazioni ed importanti concatenamenti, che inducono a pensare al corpo come ad un elemento unico, completo.

Questa filosofia olistica interpretativa, applicata alla scienza medica, permette di superare nella diagnostica la divisione dell’organismo in sezioni, da studiare e curare singolarmente e localmente.

Facciamo un esempio: dare per scontato che un problema di udito sia da attribuire necessariamente ad un difetto funzionale dell’orecchio, potrebbe risultare un errore di superficialità diagnostica. Spesso accurate analisi rivelano altrove l’origine del problema.

O ancora, identificare errori nella postura nelle patologie degli arti o della colonna vertebrale, induce il medico a ricercare l’origine del problema solo in quelle aree specifiche del corpo, senza provare ad allargare le sue osservazioni ad altra componenti organiche.

L’errore nella diagnostica è evidentemente uno dei più gravi errori che un medico possa commettere.

Innanzitutto perché si va ad agire con tecniche curative non adatte al caso clinico, che non portano alcun giovamento al paziente, ma anzi, non prendendo in considerazione il vero problema, rischiano di favorirne la deaerazione indisturbata nel tempo.

Ecco allora che alcune branche della medicina hanno iniziato a studiare proprio i rapporti tra le diverse sezioni del corpo umano, per rendere più completa la conoscenza di esso e delle sue molteplici funzioni.

Nella Scienza Odontoiatrica si sono così sviluppate le ricerche della Gnatologia, che si pone appunto lo scopo di addentrarsi nell’aspetto fisiologico e patologico delle relazioni che intercorrono tra l’articolazione temporo – mandibolare (ATM), i denti, i muscoli facciali, i mascellari e il sistema nervoso.

I risultati raggiunti dagli studi dentistici
attraverso questi studi sono di vitale importanza, ed hanno permesso l’acquisizione di una maggiore conoscenza del corpo umano. Si può ormai confermare l’esistenza di stretti legami tra la mandibola, la cervicale e la colonna vertebrale, e tra ATM e le strutture necessarie ai movimenti del collo e al passaggio dei suoni verso il cervello.

Ecco allora che una mal occlusione può portare ad errate posizioni della testa o della schiena, che si manifestano con problemi di postura. Questo perché in condizioni fisiologiche sane, i movimenti mandibolari sono isotonici liberi, per non gravare sulle strutture intorno, ma in caso di malocclusione il movimento errato dell’articolazione compromette il muscolo sterno –cleido – mastoideo.

Non sarà in quel caso l’ortopedico a curare la patologia, ma l’odontoiatra, correggendo il morso e ripristinando tutte le normali funzioni corporee compromesse. Sono molte le aree soggette a disfunzione causata da allineamenti non corretti delle arcate dentali.

Funzioni quali la digestione, l’udito, la fonazione, la postura (come si è visto) e la respirazione possono sviluppare patologie particolarmente gravi, curabili solo con l’analisi del problema sorto all’interno del cavo orale. Emicranie, otalgia, sintomatologia algica, dolore muscolare e cervicale, sono tutti possibili sintomi delle malocclusioni dentali.

Naturalmente anche la salute dei denti stessi viene minata da questo fenomeno, attraverso lo sviluppo di carie, infezioni, infiammazioni gengivali e delle mucose. La moderna gnatologia vede nel Bite la possibile soluzione medica a molti problemi legati alle malocclusioni.

Si tratta di placche realizzate in resina che, una volta applicate sulle arcate compromesse, modificano la posizione dei denti veicolandoli verso la direzione corretta, ristabilendo così il giusto equilibrio mandibolare e il giusto allineamento del morso.

Esistono molti tipi di bite, dipendentemente dalla loro struttura e dalle loro funzioni specifiche: c’è per esempio il bite morbido, il bite rigido, quello di svincolo e quello di riposizionamento. Per la loro fabbricazione si realizza precedentemente un modello del morso del paziente in gesso o silicone.

Su di esso viene poi modellato il bite con l’ausilio di resine acriliche. Tali resine, oltre che essere estremamente funzionali, garantiscono una resistenza sufficiente ed una buona durata nel tempo.

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