Paura dei ragni
L’Aracnofobia
è una patologia di tipo psicologico, che si scatena nel paziente che ne soffre attraverso il contatto o la semplice visione dei ragni.
L’aracnofobia rappresenta una disfunzione particolarmente curiosa, e nei casi più gravi può provocare effetti devastanti come le forti crisi di panico, anche a volte con la visione di un’ immagine dell‘insetto in questione.
Ma cosa può scatenare l’aracnofobia?
Il semplice disgusto verso i ragni, può effettivamente far esplodere fenomeni di aracnofobia nella mente del paziente?
La questione è annosa, e solo delle sedute di psicoanalisi possono rivelare le vere cause del sorgere della malattia. Innanzitutto la figura del ragno è legata a temi ancestrali e mitologici.
Il ragno, come il serpente, è sempre stato una fonte di curiosità e ispirazione per l’uomo, che dai tempi dei miti religiosi lo ha reso protagonista di molte vicende per via della sua forma e delle sue caratteristiche e capacità peculiari.
Il folklore popolare ha inoltre influito sulla figura di questi insetti. Il ragno è legato a due diversi livelli interpretativi, uno positivo e un altro negativo. Nel primo caso si tendono ad elogiare le sue capacità nel tessere la tela, la sua precisione tecnica e la laboriosità.
Ma
l’atto del tessere si associa presto all’intrigo, rovesciando così la medaglia in senso negativo, e facendo del ragno un cacciatore furbo, in grado di tendere trappole invincibili. Il suo aspetto e la presunta velenosità del suo morso, si scatenano a livello psciologico in modo conscio nella mente del malato, che non riesce a distaccarsi da questa visione negativa.
Dal disgusto iniziale, la patologia può degenerare in modo grave, fino a rendere impossibile ogni reazione, fino alla crisi di panico che distrugge la mente del paziente, ormai agghiacciato dall’orrore. Naturalmente un certo disgusto verso gli insetti è abbastanza comune, e quasi mai si può parlare di aracnofobia.
La presenza della patologia psicologica è evidente solo se il malato sviluppa a
livelli estremi questo disgusto, provando
emozioni negative tanto forti da sfociare nella repulsione,
nel terrore, nella paralisi, proprio come se un ragno velenoso l’avesse morso.
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